Nuovi prezzi – più trasparenza e solidarietà
Stiamo adeguando i nostri prezzi per renderli più uniformi, comprensibili e trasparenti. Allo stesso tempo, dobbiamo aumentare i prezzi dei programmi perché anche i nostri costi sono aumentati – un passo necessario per garantire la qualità a lungo termine dei nostri programmi. Nonostante questi adeguamenti, i nostri prezzi rimangono volutamente bassi e, rispetto a offerte simili, continuano ad essere notevolmente inferiori.
Il nostro approccio solidale rimane fondamentale: la partecipazione non deve dipendere dal reddito. Per questo motivo manteniamo prezzi solidali e creiamo margini di manovra affinché persone con diverse possibilità finanziarie possano comunque partecipare insieme. Chi può pagare di più sostiene indirettamente gli altri, per i quali il prezzo normale rappresenterebbe un ostacolo.
Per le persone con esperienza di fuga continua a valere un’offerta speciale: nell’ambito del nostro programma Create a Common Understanding (CACU) offriamo la possibilità di partecipare gratuitamente ai nostri campi. Ciò è possibile solo grazie al sostegno consapevole di persone impegnate che promuovono questa forma di partecipazione.
Anche le nostre quote associative stanno cambiando: ora è possibile sostenerci come simpatizzanti con un piccolo contributo, diventare membri con una quota regolare oppure assumersi una maggiore responsabilità nel nostro impegno comune attraverso un contributo solidale più elevato. In questo modo, le persone possono scegliere autonomamente come contribuire finanziariamente in base alla propria situazione di vita e alle proprie risorse.
Nuova lingua – stesso impegno
Oltre agli adeguamenti strutturali, stiamo anche rivedendo il nostro linguaggio. Il termine “workcamp” non descrive più ciò che sono effettivamente i nostri programmi oggi: è fortemente incentrato sul lavoro, può essere frainteso ed è di difficile comprensione in molte lingue. Pertanto, nel contesto internazionale SCI, d’ora in poi parleremo di campi di volontariato quando ci riferiamo ai nostri programmi di breve durata. Il nuovo termine è più chiaro, inclusivo e più vicino all’esperienza reale dei partecipanti. Mette in primo piano ciò che conta davvero: persone impegnate che si riuniscono volontariamente, imparano reciprocamente e costruiscono insieme qualcosa in un luogo – per sé stesse, per gli altri e per la comunità.
Anche i nostri precedenti “mini campi di lavoro” avranno un nuovo nome. Questi progetti servono a conoscere insieme il nostro mondo e sono caratterizzati da un gruppo eterogeneo di partecipanti, tra cui persone con un passato di rifugiati. Questa diversità non è un accessorio, ma una componente centrale del formato. In futuro questi progetti si chiameranno weekend interculturali, un nome che descrive ciò che realmente accade: uno scambio interculturale vissuto alla pari, combinato con uno spazio per l’incontro, il dialogo e la riflessione.
2026: Anno internazionale del volontariato
Non ci concentriamo solo sui nostri cambiamenti, ma anche sul quadro più ampio: il 2026 è l’Anno internazionale del volontariato. Quest’anno offre l’opportunità di rendere più visibile l’impegno volontario, riconoscerne l’importanza e prenderlo più seriamente dal punto di vista politico. Il volontariato non è infatti un automatismo: ha bisogno di strutture, riconoscimento e spazi in cui le persone possano impegnarsi in modo sicuro ed efficace.
Stiamo già preparando progetti entusiasmanti per il 2026 e anche nella rete internazionale SCI sono in programma numerose attività. L’obiettivo non è solo quello di celebrare il volontariato, ma anche di sensibilizzare l’opinione pubblica sul suo impatto e sulle sue dimensioni politiche, sociali e culturali.
Perché questi cambiamenti proprio ora?
Questi cambiamenti non sono una trovata di marketing per Capodanno né una campagna di immagine a breve termine. Si basano su esperienze concrete degli ultimi anni, sui feedback dei partecipanti, delle organizzazioni partner e dei volontari, nonché su valutazioni accurate del nostro lavoro. Alla base c’è un obiettivo chiaro: comunicazione trasparente, strutture solidali e condizioni quadro realistiche che siano sostenibili a lungo termine.
Tutto questo nasce dalla convinzione che il volontariato sia un potente strumento di cambiamento sociale, sia a livello locale che internazionale. Con gli adeguamenti ora avviati, non vogliamo solo celebrare il 2026 come anno simbolico del volontariato, ma anche contribuire attivamente a plasmarlo insieme a molte persone. Ci sei anche tu?


